La fortezza medicea di Santa Barbara è un esempio significativo dell’architettura militare del Cinquecento. Attorno alla sua realizzazione si intrecciano i nomi di Nanni Unghero, del Sanmarino e di Bernardo Buontalenti.
La sua costruzione si colloca nel quadro della politica territoriale di Cosimo I, ma le sue origini sono precedenti e risalgono ai primi decenni del Trecento, durante il dominio della Repubblica fiorentina. Di questa stagione sono ancora ben leggibili alcuni elementi, come la grande torre centrale con funzioni di mastio, poi inglobati nella costruzione rinascimentale.
La nuova fortificazione fu iniziata nel 1543, per volere di Cosimo I, da Giovanni d’Alessio d’Antonio, detto Nanni Unghero, e poi proseguita da un altro grande ingegnere militare del Cinquecento, Giovanni Battista Bellucci, detto il Sanmarino. A questi si deve la definizione del quadrilatero interno, con i fronti bastionati articolati dai puntoni con le cannoniere.
Pochi decenni dopo, lo stesso Cosimo I affidò a Bernardo Buontalenti l’ampliamento della fortezza. Egli realizzò un grande bastione che rinserra la precedente fortezza, inglobando il quadrilatero di Nanni Unghero e saldandosi alle mura della città. Così facendo pose la preesistente fortezza su una specie di piedistallo, una vera e propria piazzaforte.








Il Complesso Monumentale Fortezza Santa Barbara appartiene al Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali della Toscana. Al suo interno è possibile visitare gratuitamente la mostra Fortezza d’acqua. L’energia idraulica nella storia dell’uomo. La storia di Pistoia, dei suoi uomini e delle sue terre s’intreccia da sempre infatti con la storia delle sue acque. La mostra ruota intorno al ruolo che l’acqua ha avuto nel trasformare il territorio definendo le scelte insediative e produttive e lasciando tracce visibili nel paesaggio. La pianura pistoiese assume qui il valore di caso esemplificativo di un percorso naturale e storico che accomuna la Toscana e la media valle dell’Arno.
